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    C’è una indagine contro gli operai di Formula Ambiente?
    Trapani, il sindaco chiama la pg della Polizia locale, vuole rendere dichiarazioni sull'occupazione dell'aula consiliare. “Troppo che oltre che essere licenziati siano anche indagati, l'aula consiliare è di tutti i cittadini”
    Rino Giacalone4 Ottobre 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone – Un nuovo capitolo nella vertenza che si è aperta su gestione dei rifiuti, Tari 2026, rischio disoccupazione per 15 lavoratori della società Formula Ambiente. Un capitolo che tocca l’occupazione dell’aula consiliare, decisa dal sindaco, dagli assessori e dai consiglieri della maggioranza, all’esito, burrascoso, della seduta consiliare di mercoledì scorso, finita con le due delibere su Pef e tassa dei rifiuti, riaste non trattate.

    Senza l’approvazione di questi due atti, vengono meno risorse da destinare a finanziare l’attività della Formula Ambiente, che a seguito dei minori introiti ha deciso di tagliare non solo sui servizi da rendere quotidianamente ma anche i posti di lavoro.

    Nei primi momenti dell’occupazione c’erano anche alcuni lavoratori della società, venuti a seguire i lavori, un paio hanno preso posto sullo scranno della presidenza.  Un video è girato sui social, e su questo starebbe indagando la pg della Polizia Locale.

    Il sindaco Tranchida ha saputo degli accertamenti in corso, e ha chiesto alla Polizia Locale di essere sentito: “l’occupazione è stata fatta da me dalla giunta e dai consiglieri, peraltro nn c’erano lavori in corso, non è stata interrotta alcuna seduta, credo che chiunque quasiasi cittadino, come ce ne erano mercoledì a tarda ora e nelle giornate successive, possa accedere e sostare negli spazi consiliari quando non vi sono adunanze in corso”. Mentre si attende la seduta d’aula di domattina alle 10.

    I sindacati, Fp Cgil, Fit-Cislì, Uil Trasporti, Sgl e Confial, sono tornati a chiedere al Consiglio comunale, dinanzi al rischio disoccupazione, per cinque lavoratori già diventato concreto, con la prospettiva che stessa sorte riguarderà entro dicembre altri dieci, di non mettere a repentaglio, “per scheraglie politiche”, posti di lavoro a “uomini e donne che hanno garantito un servizio pubblico essenziale nei momenti più critici, come durante la pandemia, così come nelle giornate ordinarie, assicurando ogni giorno il decoro della città”. Da alcune parti politiche si sono sollevati quesiti sui numeri presentati dall’azienda, circa le spese per i servizi resi.

    Anche su questo c’è un invito dei sindacati: “eventuali verifiche devono correre su un binario parallelo, oggi la priorità assoluta è tutelare i posti di lavoro”.

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