Cronaca
Trapani – Nei giorni scorsi abbiamo parlato dell’indagine della squadra mobile legata a presunte irregolarità nella gestione delle terapie farmacologiche all’interno del CPR di Milo a Trapani a firma del nostro direttore Rino Giacalone.
In questo Centro sono trattenuti i migranti destinati ad essere riportati nei loro Paesi di origine. Una permanenza che, secondo l’attuale normativa, si può dilungare fino un anno e mezzo.
L’inchiesta della Polizia sta facendo luce su presunte irregolarità nella gestione delle terapie farmacologiche all’interno del centro dove sono trattenuti i migranti. In particolare il pezzoraccontava anche quanto dichiarato a verbale da un giovane migrante tunisino indagato nella rivolta del settembre dello scorso anno all’interno del CPR di Milo.
Per dare attuazione al nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo e, in particolare, al Regolamento UE Screening 2024/1356, in vigore dal 12 giugno 2026, lo scorso 17 giugno il Prefetto di Trapani, il Questore di Trapani e il Commissario Straordinario dell’ASP di Trapani hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per la tempestiva effettuazione dei controlli sui cittadini di Paesi terzi, rintracciati sul territorio della provincia, di cui sia stato accertato l’ingresso illegale sul territorio nazionale e che non siano già stati sottoposti ad analoghi accertamenti nei luoghi di arrivo.
La Prefettura monitorerà il corretto funzionamento delle procedure così delineate, assicurando il raccordo tra tutti gli attori coinvolti nell’attuazione del Protocollo e valutando eventuali esigenze di adeguamento o aggiornamento dello stesso.
Il nuovo addendum è finalizzato a consolidare gli strumenti di verifica sanitaria e ad assicurare una valutazione più accurata delle condizioni psicofisiche dei migranti trattenuti, con particolare riguardo ai casi di fragilità psichica e alle dipendenze patologiche, nell’ottica di garantire una gestione conforme alle esigenze di tutela della salute.