Mazara del Vallo – La Corte di Appello di Palermo, sezione controversie di lavoro, previdenza ed assistenza, ha condannato il Comune di Mazara del Vallo al risarcimento del danno, in favore del dipendente Vito Reina (nella foto), difeso dagli avvocati Antonio Consentino e Fabrizio Rizzo, nella misura pari a 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre interessi legali, per l’abusiva reiterazione dei contratti a termine.
La Corte d’Appello ha anche condannato il Comune di Mazara del Vallo al pagamento delle spese processuali del doppio grado di giudizio, liquidate per il primo grado in 1.700,00 euro e per il secondo grado in 1.984,00 euro per compensi, oltre spese e oneri di legge.
Vito Reina aveva prestato attività di lavoro subordinato alle dipendenze del Comune di Mazara del Vallo dal primo aprile 1996 al 2019, inizialmente come LSU (lavoratore socialmente utile) e successivamente come lavoratore subordinato con rapporti di lavoro rinnovati nel tempo chiedendo, pertanto, il risarcimento danni per la reiterazione dei predetti contratti.
“Pur in attesa del deposito della motivazione della sentenza – affermano gli avvocati Consentino e Rizzo – già alla stregua del dispositivo sembrerebbe che i giudici del lavoro palermitani abbiano integralmente accolto le argomentazioni e richieste articolate nel ricorso introduttivo, ed acclarato, quindi, che l’assunzione a tempo indeterminato del Reina da parte dall’Ente era stata erroneamente considerata con effetti sananti dell’abuso della reiterazione dei contratti di lavoro a tempo determinato. Il nostro cliente, in sostanza, nella specie non ha beneficiato di un mero diritto all’assunzione ma ha affrontato una vera e propria procedura concorsuale, seppur riservata al personale precario, così come veniva affermato dallo stesso Comune di Mazara del Vallo nella determina dirigenziale numero 223 del 6 giugno 2018”.
Proseguono gli avvocati: “La Corte di Appello di Palermo, ha verosimilmente ritenuto come illegittima la reiterazione del contratto di lavoro ed escluso efficacia sanante dell’assunzione di Vito Reina, con la conseguente condanna del Comune di Mazara del Vallo al risarcimento dei danni in ragione della durata complessiva del rapporto di lavoro tra il Reina e il Comune di Mazara, iniziato il primo aprile 1996 e continuamente reiterato sino al 2019 senza che venisse mai interrotto, con conseguente abuso da parte del Comune di Mazara del Vallo”.