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    Migranti. Il mare di Pantelleria restituisce quel che rimane del corpo di una bambina
    A Valderice il mare restituisce oggetti appartenuti ai migranti
    Laura Spanò27 Febbraio 2026 - Cronaca
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  • Cronaca

    Pantelleria – Ci sono notizie che non vorremmo mai dover dare. Una di queste riguarda quanto sta accadendo lungo le coste della nostra provincia in questi giorni di febbraio. Il mare, questo mare “arrabbiato” che giorno dopo giorno continua a restituire corpi senza vita, senza identità. Corpi decomposti per la lunga permanenza in acqua, immagini che dovrebbero rappresentare un pugno nelle stomaco per tutti –  questo mare ormai diventato un cimitero senza lapidi, ha restituito anche quel che rimane del corpo di una bambina. E lo ha fatto proprio a Pantelleria dove erano già sei i corpi di migranti senza vita recuperati.

    Si! perchè tra gli 800 barchini che sono partiti dal nord Africa tra il 14 e 21 gennaio scorso, non vi erano solo uomini e donne, non vi erano ragazze e ragazzi, vi erano anche bambini e neonati. In quei barchini vi erano persone in cerca di una terra dove vivere serenamente.

    Noi oggi non possiamo più parlare di emergenza migranti, di emergenza sbarchi, noi oggi abbiamo a che fare con corpi decomposti, corpi che gridano dignità, corpi che non vogliono essere dimenticati.

    Il sindaco di Pantelleria Fabrizio D’Ancona, intervenuto ieri sera nel corso della trasmissione di TGS “Nomi, Cose e Città” condotta da Giorgio Mannino, nel corso di un collegamento ha sottolineato “che Pantelleria ha accolto in questi giorni 7 corpi di migranti, “il settimo era in realtà quel che rimaneva del corpo di una bambina”. Una notizia che lascia senza parole tutti.

    I corpi consegnati dal mare a Pantelleria, hanno trovato posto in due camere mortuarie dell’isola, e al momento si trovano sulla terraferma per le perizie disposte dalla procura, Ritorneranno a Pantelleria e sabato saranno tumulate nel cimitero, dove già peraltro riposano altri migranti morti in mare in altre stragi.

    Anche per loro ci sarà un posto dove andare a portare un fiore. Non avranno un nome sulla lapide ma sostandovi davanti, a tutti verrà da pensare alla persona che vi riposa.

    E se a Pantelleria accade questo, a Valderice il mare ha consegnato sul litorale tra Bonagia e Rio Forgia  oggetti che appartenevano ad altri migranti sempre dispersi in mare prima di raggiungere la Sicilia, una ciabatta, una scarpa sportiva appartenute chissà a qualche giovane e poi un peluche segno della presenza in queste barche di bambini innocenti.

    Gli oggetti sono stati ritrovati dal gruppo consiliare “La Scelta per Valderice” che scrivono “Tra la sabbia e la vegetazione, il mare ha restituito i resti di una tragedia che non può lasciarci immobili: una scarpa, un peluche, oggetti che appartenevano a persone, a sogni, a speranze affogate nel Mediterraneo durante il terribile ciclone Harry. Restare umani e stare dalla parte della vita, oggi, è una scelta politica necessaria. Non possiamo accettare che il “Mare Nostrum” continui a essere un cimitero a cielo aperto”.

    Al momento quindi i corpi restituiti dal mare sono: 1 a San Vito Lo Capo, due a Custonaci, 1 a Trapani, 1 a Marsala, 1 a Petrosino e sette a Pantelleria. Quanti ne dovrà ancora restituire  il mare per ammorbidire il cuore degli uomini.

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