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    Porto di Mazara del Vallo: peschereccio incagliato assistito dalla Capitaneria di porto
    Purtroppo quello dell’insabbiamento del porto di Mazara del Vallo è un problema fin troppo noto
    Redazione18 Febbraio 2026 - Cronaca
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    Mazara del Vallo – La sala operativa della Capitaneria di porto ha coordinato per l’intero pomeriggio di oggi 18 febbraio le operazioni di assistenza ad un peschereccio rimasto incagliato nel bel mezzo del porto canale, mentre era intento a raggiungere lo scalo d’alaggio del vicino cantiere navale per dei lavori di manutenzione.

    L’incaglio è avvenuto nel primo pomeriggio, e sul posto è stato inviato il Gommone GC B101, che ha effettuato attività d’interdizione per eventuali natanti in transito e supportato il comandante del peschereccio nelle manovre effettuate nel tentativo di liberare l’unità. Le operazioni di disincaglio, complici anche le leggere escursioni di marea registrate in serata, si sono concluse positivamente intorno alle 18, senza danni né alle strutture portuali né all’ambiente, ma non sono mancati i momenti di apprensione, tenuto conto delle dimensioni del motopesca (lungo 33 metri), dell’assenza, nel porto di Mazara del Vallo, di un rimorchiatore di adeguate capacità operative per operazioni di rimorchio, e degli spazi ristretti in cui si sono svolte le manovre.

    Purtroppo quello dell’insabbiamento del porto di Mazara del Vallo è un problema fin troppo noto, che da tempo richiede significativi interventi di manutenzione che, per alterne vicende, faticano a vedere la luce.

    Le condizioni meteo proibitive dell’ultimo periodo, inoltre, con afflusso di fanghi trasportati dal fiume dall’entroterra, ed apporto di sabbie spinte all’interno dalle forti mareggiate, potrebbero aver ridotto ulteriormente le batimetriche di diverse zone portuali, in molti punti già ridotte al minimo della praticabilità.

    Ed oggi, a rischiare possibili ulteriori restrizioni, è non solo il porto canale, da anni non più percorribile se non per piccole imbarcazioni senza pescaggio, ma lo stesso “Porto Nuovo”, ossia l’area destinata ai pescherecci più grandi ed alle navi mercantili, queste ultime vincolate, per l’ingresso, alla rigorosa verifica della sussistenza delle necessarie condizioni volta per volta.

    Una condizione di precarietà che deve anche fare i conti, da anni, con la presenza di vari relitti ed ostacoli sommersi, frutto di affondamenti datati ed oggetti vari lasciati sul fondale dalle varie ondate di piena del fiume, quando non direttamente dal “marrobbio”, ostacoli segnalati, nel tempo, dai vari provvedimenti di interdizione emanati dalla Capitaneria di porto.

    Una situazione, “sottolinea una nota della Capitaneria di porto”, che richiede interventi immediati e risolutivi, per la messa in sicurezza sia del canale, sempre più soggetto anche ad esondazioni, sia del bacino portuale esterno, per la piena operatività di tutte le banchine portuali, perché un porto strategico come quello di Mazara del Vallo, non può continuare a vivere di interdizioni.

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