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    Dossieraggio: assolto dal Tribunale di Caltanissetta l’ex senatore Nino Papania
    Condannato Roberto Sabato maresciallo dei carabinieri
    Redazione12 Febbraio 2026 - Cronaca
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  • Nino PapaniaCronaca

    Trapani – L’ex senatore Nino Papania, è stato assolto dalle accuse di accesso abusivo a sistema informatico, rivelazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale, dal Tribunale di Caltanissetta. La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto dal giudice Francesco D’Arrigo.

    Papania era imputato in concorso con Roberto Sabato, maresciallo dei Carabinieri, per presunte condotte risalenti al periodo 2013-2014. L’inchiesta era nata da una denuncia presentata dall’allora sostituto procuratore di Trapani Rossana Penna, che ipotizzava un’attività di dossieraggio ai suoi danni e a danno del marito Roberto De Mari.

    All’epoca dei fatti, l’ex parlamentare era già indagato per voto di scambio in relazione alle elezioni comunali di Alcamo del 2012, procedimento dal quale era poi stato assolto in appello. Proprio quel contesto investigativo aveva portato a ipotizzare un presunto tentativo di screditare il magistrato attraverso il marito.

    Secondo la procura proprio in quel contesto Papania avrebbe fatto attività di dossieraggio a carico del marito della magistrata per screditarla.

    Dopo oltre dieci anni di iter giudiziario, il Tribunale ha stabilito che “i fatti non sussistono” e che non vi è stata alcuna attività di dossieraggio da parte dell’ex senatore, che nel frattempo  aveva anche rinunciato alla candidatura al Senato alle elezioni del 2013.

    Roberto Sabato è stato invece condannato dal Tribunale per un episodio di accesso al sistema informatico della compagnia di Alcamo in violazione del regolamento interno, mentre lo ha assolto dalle accuse di rivelazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento personale e dagli altri episodi di accesso abusivo contestati.

    La difesa ha già annunciato che valuterà l’appello dopo il deposito delle motivazioni. Soddisfazione è stata espressa dal collegio difensivo composto dagli avvocati Vito Di Graziano, Baldassare Lauria e Vania Giamporcaro, che hanno sempre sostenuto l’infondatezza dell’impianto accusatorio

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