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    Mafia. Processo da rifare per Lorena Lanceri
    Bocciato reato di favoreggiamento, in primo grado era imputata per concorso esterno
    Redazione23 Gennaio 2026 - Cronaca
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    Palermo – La Cassazione ha annullato la sentenza d’appello a carico di Lorena Lanceri, una delle amanti di Matteo Messina Denaro, relativamente al reato contestato all’imputata. I giudici di secondo grado, riformando il verdetto del gup che aveva ritenuto la donna responsabile di  concorso esterno in associazione mafiosa comminandole la pena di 13 anni e 4 mesi, l’avevano condannata a 5 anni e 8 mesi per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena.

    Una qualificazione giuridica «bocciata» dai giudici romani che hanno rinviato il processo ad un’altra sezione della corte di Palermo perchè si ripronunci sul punto. Ovviamente il nuovo giudizio influirà anche sull’ammontare della pena.

    E’ passata in giudicato, invece, la condanna del marito della Lanceri, Emanuele Bonafede, il «vivandiere del boss» arrestato per favoreggiamento aggravato e condannato a 4 anni e 4 mesi.

    L’imputata aveva ammesso la sua relazione con il capo mafia latitante, sostenendo di aver saputo soltanto in un secondo momento chi fosse veramente l’uomo. Lanceri, oltre a prendersi cura del padrino di Castelvetrano, ne ha curato per anni la corrispondenza, consentendogli di rimanere in contatto con i familiari e altri uomini d’onore.

    La coppia di coniugi, in  cambio, hanno avuto da Messina Denaro regali come un Rolex che il boss acquistò per il loro figlio. Emanuele Bonafede è il cugino di Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che ha prestato l’identità al boss ricercato.

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