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    “Siamo tornati a rispettare la norma”
    Antonini svela, la società Trapani Shark è tornata Ssd, e riconosce che la procedura di revoca del Pala Daidone era lecita
    Redazione15 Gennaio 2026 - Attualità
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    Trapani – di Rino Giacalone – Il patron Valerio Antonini ha messo nero su bianco che la Trapani Shark è tornata ad essere una Ssd, quindi una società no profit, ed ha quindi chiesto all’amministrazione comunale di Trapani di interrompere la procedura di revoca della concessione del Pala Daidone, avviata, ci si ricorderà, dopo la trasformazione della società cestistica in srl. Trasformazione necessaria nel 2024 dopo la promozione in LBA degli Shark, passando al campionato professionistico impossibile restare una Ssd, ma ai sensi della convenzione il nuovo assetto andava comunicato.
    Gli accadimenti degli ultimi giorni, l’esclusione dal campionato della Trapani Shark, hanno portato a cambiamenti. A tamburo battente il patron Antonini ha rimesso in piedi la Trapani Shark Ssd.

    E scrive così al sindaco Tranchida: “è inutile procedere con il provvedimento revocatorio….siamo tornati ad essere una società senza scopo di lucro in conformità alla normativa vigente in materia”.

    Come a dire mettiamo una pietra tombale sul tema che ha arroventato il clima politico di questi mesi, che ha visto sindaco contro patron, e viceversa, assessore (ex) contro sindaco, giornalisti messi alla caccia di tecnici e assessori, gialli di diversa natura, fatture finte e fatture false, conti pagati e non saldati, bollette elettriche ultracare. Una guerra civile.

    Il Comune ha avviato il procedimento di revoca a favore della Trapani Shark perché diventata una Srl, lasciando la veste di Ssd. Batti e ribatti, pareri legali, il patron che scrive di essere pronto a riconsegnare l’impianto, minaccia di andare a giocare il campionato di Lba altrove, nel frattempo il sogno del basket di serie A è miseramente finito.

    Ma non è finito. Lo dice e lo ripete Antonini da giorni. Ha assicurato che vincerà contro Lega Basket e Fip in tutte le sedi della giustizia ordinaria, avendo esaurito i gradi di giudizio dentro quella sportiva, l’esclusione degli Shark si regge su ragioni irregolari, a giugno, ha detto il patron, torneremo ad avere quello che ci è stato tolto. E però, come è possibile affrontare i ricorsi prossimi venturi, compresi quelli in sede europea, se gli Shark non hanno più la caratteristica societaria propria delle squadre professioniste? Sicuramente una risposta ci sarà.

    Punto secondo. Ma se nella nota Antonini scrive che “è stato ripristinato” il rispetto alla normativa vigente”…”viene meno il presupposto che ha dato origine al procedimento di revoca (della concessione del Pala Daidone ndr) essendo cessata ogni ipotesi di incompatibilità”, non è come riconoscere che a sbagliare ogni cosa è stata proprio la Trapani Shark e che quindi sindaco e tecnici, segretario generale e dirigente del patrimonio, non si sono inventati alcun contenzioso.

    A leggere le carte è come voler riconoscere che non ci sono state azioni impostate su ripicche, vendette, rancori, ma il Comune ha applicato la norma. Che vero può essere sbagliata, ma sempre norma è, e fino a quando le leggi non si cambiano sempre tali restano.

    L’ipotesi che Trapani Shark potesse mantenere l’uso del Pala Daidone restando una Ssd era stata ventilata prima dell’avvio del procedimento di revoca da parte del Comune. Bastava sottoscrivere un atto con il quale gli Shark SSd concedevano l’uso dell’impianto per disputare partite e allenamenti ad una società professionistica. Ipotesi sempre respinta al mittente.

    Antonini si era intestardito che la trasformazione non metteva gli Shark fuori dalla convenzione. C’era qualche suggeritore che gli assicurava intanto che niente sarebbe accaduto? Una idea noi l’abbiamo. L’identikit pure.

    Siamo dinanzi all’ennesimo colpo di scena. Antonini ci ha oramai abituati a queste sue uscite. La nota è arrivata a Palazzo D’Alì nella giornata del 13 gennaio mentre frattanto lanciava fulmini e saette in tv e sui social, in quella lettera invece lo si legge come remissivo, se scrive di rientro nei parametri del rispetto della normativa, è come attestare che lui, non altri, erano finiti fuori dalla normativa. Bene, tutto è bene quello che finisce bene, ascoltavamo in un antico spot di Carosello.
    Ma è davvero automatico che ogni procedure e contenzioso finisca così si colpo? Ce ne è di acqua da far passare sotto questi ponti. A parte le vicende legate ai conti tra dare ed avere, sull’uso del Pala Daidone, Trapani Shark ssd dovrà dimostrare di avere ancora le capacità a contrarre con la pubblica amministrazione. Insomma c’è da scommettere che la dolorosa sceneggiata prosegua.

    Il presidente Antonini ci ha abituato oramai a conoscerlo come personaggio capace di di dire tutto e il contrario di tutto. Da ultimo ha scritto un post sui social ancora contro un noto quotidiano nazionale, reo di aver scritto, “male e malamente”, delle sue faccende sportive, attestando come vere le voci di una sua imminente chiusura, nel mentre a chiudere è stata la sua tv, Telesud. C’è poi pendente il rinvio a giudizio per diffamazione nei confronti del presidente Maiorana della Lega Basket di A2. In una intervista ad una tv web, alla collega Marina Angelo, dell’agosto 2024, commentando la finale di Bologna, che consacrò il ritorno in A del basket trapanese, gli diede del delinquente. Prima udienza il 14 maggio. Affermazioni presunte diffamatorie a parte, quell’intervista oggi, in tanti punti, è stata smentita…dallo stesso Antonini. Potete riascoltarla, tra le cose dette quella che l’informazione sul web non funziona, che al suo fianco ha manager e giornalisti di grande livello, nemmeno un anno dopo è tutto cambiato, il mondo capovolto.
    Così è se vi pare

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