Trapani – Assostampa Trapani comunica che i giornalisti di Telesud, non hanno a oggi (Ieri per chi legge) ancora ricevuto quattro mensilità (novembre 2025, dicembre 2025 e le tredicesime 2024 e 2025) con le famiglie ormai allo stremo.
Presentatisi ieri in redazione, dopo le ferie forzate fino al 31 dicembre, non hanno trovato il direttore generale e senza ancora le password per aggiornare il sito (tolte dopo la pubblicazione del primo comunicato sindacale). Volevano preparare il tg, leggendo in apertura il comunicato sindacale con cui restavano in stato di agitazione, ma il direttore responsabile ha comunicato che la proprietà ne richiedeva l’assenso prima della pubblicazione. Alla fine, dopo una telefonata con il direttore generale (con contratto scaduto il 31 dicembre) gli veniva comunicato che li ponevano altri 2 giorni in ferie, assicurando che lunedì avrebbero ricevuto notizie più precise sul futuro. In tutto questo si apprende anche del sequestro da parte dell’ufficiale giudiziario di apparecchiature e attrezzature della TV.
Il sindacato dei giornalisti allora attende che la proprietà faccia subito chiarezza sul futuro dell’emittente, e anche sull’ipotesi della ventilata liquidazione.
In quel caso apra subito, davanti l’Ispettorato regionale del lavoro, la procedura prevista per i licenziamenti collettivi con il sindacato.
L’ex presidente ed editore Massimo Marino ha ottenuto pignoramenti per circa 100 mila euro tra conti correnti, crediti presso terzi e attrezzature dell’emittente, a fronte – scrive – dell’inadempienza degli accordi raggiunti davanti al Giudice del Lavoro dopo il suo licenziamento.
Nel suo post Marino racconta l’atto materiale del pignoramento che riguarda: telecamere, luci, computer, arredi. «Una tv viva e vegeta fino al 2024, oggi in stato comatoso», scrive, mentre ironizza amaramente sulla contrapposizione evocata dall’attuale proprietà tra bad company e good company. Marino replica che tutti i debiti, compresi quelli erariali, erano noti, inseriti nella due diligence e già oggetto di piani di rientro, e che il vero problema è stata la gestione del “nuovo corso”. In mezzo c’è una causa di lavoro, una proposta di conciliazione ritenuta pesante per l’azienda e – secondo Marino – non rispettata, da cui discende il pignoramento.
In pratica con il pignoramento viene colpito il cuore pulsante dell’ex televisione (oggi è solo in streaming).