AttualitàFavignana – Per 150 operatori della pesca di Favignana sta diventando difficile poter uscire o entrare nel porto rifugio di Punta Lunga e questo a causa della notevole presenza di alghe morte accumulatesi negli anni nello specchio di mare e nei fondali. Una situazione insostenibile dicono i pescatori dell’associazione “Borgo Marinaro Punta Longa” a cui si aggiungono le segnalazioni dei diportisti che si trovano nella stessa situazione.
“A causa del maltempo – dice Giuseppe Campo, pescatore – siamo ormeggiati, ma se dovessimo uscire faremmo fatica a farlo le nostre barche sono invase dalle alghe. La rimozione dovrebbe avvenire ogni 20 anni. È stata effettuata nel 1980, nel 2000, ma dal 2020, anno in cui doveva essere eseguita, ad oggi, nessuno ha mai provveduto e la conseguenza è che siamo sommersi da alghe stagnanti non solo sul fondale ma anche a pelo d’acqua. Una pulizia va fatta e subito. Il problema riguarda non solo chi ha barche grandi, ma investe anche i proprietari di piccole imbarcazioni e da diporto”.

La segnalazione è stata accolta dai consiglieri comunali del gruppo “Egadi Meravigliose-Sammartano Sindaco”: Francesco Sammartano (capogruppo) Maria Sinagra (vice capogruppo), Antonino Lo Iacono e Giorgia Maiorana, che hanno scritto alla Regione all’Assessoratore regionale e comunale alla Pesca, chiedendo con urgenza la rimozione e lo smaltimento delle alghe dallo specchio acqueo e dai fondali del porticciolo dei pescatori/porto rifugio di Punta Lunga a Favignana. “Per il grave impedimento alla navigazione e all’attività di pesca professionale – scrivono – nonché alla fruizione come porto rifugio. Le alghe sono visibili anche nei pressi dell’imboccatura d’ingresso dello stesso approdo”.
“Tale condizione -dicono – sta determinando: l’impossibilità per molti pescatori di uscire in mare, l’interruzione dell’attività lavorativa senza certezza sui tempi di ripresa, la non fruibilità del porticciolo da parte dei diportisti, gravissime ed evidenti ripercussioni economiche e sociali per l’intera comunità egadina”.

Questo è un problema che si ripresenta ciclicamente ogni anno, ed è stato più volte affrontato nel dibattito pubblico e nelle campagne elettorali. Negli anni sono stati annunciati interventi e finanziamenti per la definitiva risoluzione del problema, ma nessuna concreta realizzazione. “L’assenza di programmazione negli interventi comporta criticità ricorrenti e prevedibili”.
All’assessorato regionale e comunale alla Pesca viene chiesto che si attivino tempestivamente: procedendo con urgenza alla rimozione delle alghe morte, studiando una soluzione strutturale e programmata, idonea a prevenire il ripetersi annuale del problema, al verificarsi delle prime mareggiate invernali; garantendo in definitiva la sicurezza della navigazione, la continuità lavorativa della piccola pesca locale, la piena fruibilità dell’approdo/porto rifugio da parte delle unità navali che si dovessero trovare in pericolo in prossimità dello stesso.


