Cronaca
Palermo – di Pino Prestigiacomo (Ex Segretario Regionale Aggiunto UIL Trasporti Sicilia) – La vicenda della LIBERTY LINES è purtroppo emblematica delle condizioni in cui vengono svolti tanti, troppi servizi in Sicilia, anche lì dove la sicurezza delle persone è fortemente a rischio. Approssimazione, “aggiustamenti” alla bell’e meglio, fiducia nella buona sorte, totale e assoluta disattenzione e mancanza di controllo da parte di chi dovrebbero sovrintendere ad un sistema così delicato.
“Facciamoci la croce che il Signore ci accompagna”, è il commento di uno degli indagati dopo l’ennesimo foro trovato sul natante sul quale si stava intervenendo per la riparazione di un’altra falla. Ed era il mese di luglio del 2021 quando le imbarcazioni viaggiavano cariche di turisti che raggiungevano le isole.
“Ho 102 passeggeri e rischio di andare a fuoco”, dice, il 26 aprile 2022, il comandante Massimo Grillo a Nunzio Formica, dirigente Liberty Lines. Partito da Vulcano con 102 passeggeri a bordo, denuncia un problema grave ai motori: “Qua sono sei cilindri che buttano gasolio dappertutto… rischio di andare a fuoco con i passeggeri”. Formica risponde: «Per me puoi sospendere il servizio immediatamente… perché non mi hai chiamato prima? Li facevamo venire con un altro aliscafo”.
In altre intercettazioni si avverte la preoccupazione per una visita ispettiva al termine della quale era emersa la richiesta di 25 interventi da effettuare su una imbarcazione, di cui effettivamente eseguite solo cinque. In altre comunicazioni tra dirigenti e comandanti si lamentavano problemi alle navi e i ritardi sugli interventi di risoluzione.
Anche i motori andavano a rilento durante le traversate e la prima giustificazione che i comandanti avrebbero trovato con la Capitaneria di porto è il rallentamento dovuto alla presenza della plastica a mare. Giustificazioni per nascondere la scarsa efficienza e motivare eventuali ritardi nella prestabilita tabella di marcia.
Inutile dire che tutto questo si registrava mentre gli utenti erano inconsapevoli di quello che accadeva. ANZI, BISOGNAVA BLOCCARE I GIORNALI!!!
Ma quello che a noi appare più grave è la CARENZA DI CONTROLLO DEL SERVIZIO di navigazione che, come è noto, è attribuita alla REGIONE, attraverso le sue strutture competenti, in collaborazione con il sistema del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e delle Capitanerie di Porto.
E’ La Regione Siciliana a dover definire gli standard di servizio per le tratte marittime di competenza, tenendo conto sia degli obblighi di servizio pubblico sia della necessità di garantire la sostenibilità del sistema di trasporti regionale. Deve monitorare l’andamento delle rotte, la puntualità dei servizi, ma anche la qualità dei mezzi di trasporto per assicurare il rispetto degli accordi contrattuali stipulati con le compagnie di navigazione, in particolare per quanto riguarda il controllo della sicurezza, dell’igiene e del benessere dei passeggeri.
Dov’è l’assessore ARICO’? Perchè il presidente Schifani tace? Comprendiamo che siano alle prese con l’organizzazione del trenino natalizio, ricchi premi e cotillon, ma la sicurezza dei siciliani dovrebbe essere in cima ai loro pensieri. Dovrebbe”.
A parlare è Pino Prestigiacomo *Capitano di Lungo Corso. Dal 1977 al 2016 in servizio presso le società SIREMAR e Compagnia delle Isole. Quadro Dirigente. Consigliere Comunale a Palermo (due consiliature) e Assessore alla Provincia di Palermo. Ex Segretario Regionale Aggiunto UIL Trasporti Sicilia.