Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Tra poche ore a Palazzo Cavarretta si terrà la prevista seduta straordinaria del Consiglio comunale. Straordinaria per l’urgenza di approvare una variazione al bilancio al fine di incamerare un finanziamento nell’ambito della piattaforma nazionale per la digitalizzazione.
Ma è prevedibile che sarà straordinaria quanto animata. E il presidente dell’aula, Alberto Mazzeo, immaginiamo che dovrà faticare parecchio per non fare tracimare il dibattito d’aula. Non sulla proposta all’ordine del giorno, ma per quanto tra gli argomenti non è ufficialmente scritto.
Da stamane infatti tiene piede nel confronto politico la nota con la quale il segretario generale, Giovanni Panepinto, chiude ogni porta alla proposta di decadenza di quei consiglieri comunali, otto in tutto, o forse anche nove, non si è capito bene nel can can politico e mediatico che è stato acceso oramai da qualche settimana, dopo il Consiglio straordinario svoltoi il 23 ottobre scorso sulla questione “convenzione Pala Daidone”, che si sono resi assenti per tre sedute consecutive.
La vicenda a molti è nota. La maggioranza con un documento politico ha ufficializzato le ragioni per le quali avrebbe disertato, come ha fatto, la seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata alle questioni inerenti la diatriba sulla concessione alla Trapani Shark, SSD prima e SRL dopo, dell’uso del Palazzetto dello Sport di Piazzale Ilio.
E così tranne che il presidente Mazzeo, nessuno della maggioranza è stato presente alla seduta del 22 ottobre, stessa cosa il successivo giorno 23, giornata in cui era anche prevista una seduta ordinaria d’aula, andata deserta per mancanza del numero legale. Alcuni consiglieri della maggioranza hanno giustificato con altre ragioni, in aggiunta a quelle sancite da un documento politico, le assenze, e si sono salvati dalla richiesta di pronuncia della decadenza, avanzata da un cittadino, e sostenuta dal “politico” Valerio Antonini, quale leader del movimento Futuro, che è anche il patron della Trapani Shark. Possibile conflitto d’interessi a parte, dietro le parole di Antonini si sono ritrovati tutti e dieci i consiglieri dell’opposizione. A cominciare dal consigliere Tore Fileccia che in aula da tempo ha ufficializzato la sua adesione al neo nato movimento politico fondato da Antonini.
Stamane il segretario generale del Comune da parte sua ha chiuso la querelle. Nessuna valida ragione per applicare le norme sancite da Statuto, regolamento e normativa, inapplicabile il già solo avvio della procedura per la decadenza. Per il segretario generale le assenze ci sono state e sono state giustificate. Per Panepinto la norma è destinata a chi rispetto alla carica ricoperta, consigliere comunale, con le assenze ripetute dimostra disinteresse, nulla hanno a che fare con la norma le assenze come strategia politica. E quelle del 22 e 23 ottobre sono state da parte della maggioranza assenze destinate a palesare una posizione politica netta: quella di non partecipare ad un dibattito che peraltro, per la maggioranza, non aveva nemmeno ragione d’essere essendo la materia, contenzioso per la gestione del Palazzetto dello Sport”, di pertinenza non dell’amministrazione ma degli organi di gestione, leggasi dirigenti preposti, ossia Rup, ing. Amenta, e segreteria generale.
Non conosciamo nella sua interezza la nota che Panepinto ha inviato al presidente del Consiglio comunale, ma secondo altre fonti giornalistiche, pare che nella nota il segretario generale faccia riferimento a circolari ministeriali e sentenze del Consiglio di Stato con le quali si considera inapplicabile la norma quando le assenze sono legate a ragioni di dissenso e proteste politiche.
C’è ragione di supporre che oggi pomeriggio quando alle 19 l’aula sarà chiamata a riunirsi, dall’opposizione scatterà una sorta di fuoco d’artificio contro i banchi della presidenza. Conoscendo l’avv. Mazzeo siamo sicuri che al presidente non mancherà l’abilità a difendere l’istituzione Consiglio comunale.